Artplace 3D: l’app per il Museo Mangini Bonomi per un’esperienza di visita a tre dimensioni​

Artplace 3D è il progetto realizzato da SmartFactory s.r.l. in collaborazione e con il supporto della Casa Museo Mangini Bonomi. L’intervento ha introdotto strumenti digitali innovativi per valorizzare e rendere più accessibile il patrimonio del museo: un tour virtuale immersivo degli ambienti, la digitalizzazione tridimensionale di alcuni manufatti e la produzione di contenuti audiovisivi e podcast di approfondimento.
L’iniziativa ha avuto come obiettivo il miglioramento dell’esperienza di visita, l’ampliamento delle opportunità di fruizione e la promozione di una più ampia accessibilità culturale, a beneficio di pubblici diversificati, locali e internazionali.

Virtual tour

Scopri il Museo Mangini Bonomi come non lo hai mai visto: un percorso virtuale immersivo e interattivo, esplorabile da qualunque dispositivo. Grazie a scansioni tridimensionali in alta definizione, puoi muoverti liberamente tra le sale, avvicinarti agli oggetti ed entrare nei dettagli attraverso hotspot dinamici che raccontano storie, curiosità e approfondimenti.

Podcast – il Museo Mangini e la sua storia

Modelli 3D

Dieci reperti iconici della collezione prendono vita in versione digitale. Le scansioni 3D ad alta precisione permettono di osservarli da ogni angolazione, cogliendo particolari invisibili a occhio nudo. Un’esperienza interattiva che avvicina le opere alle persone, rendendole accessibili per tutti, anche a distanza

Braciere in terracotta invetriata smaltata bianca, blu e verde (inv. 2725)

Terzo piano, sala da pranzo

Raffinato braciere settecentesco in stile rococò, dalle linee sinuose e raffinate. Realizzato in terracotta smaltata bianca con riflessi verdi e blu, decorato in barbottina con motivi floreali, volute d’acanto e teste di leone. Funzionale e decorativo, ha rotelle, maniglie in ferro e legno e un coperchio rimovibile per l’inserimento delle braci e per consentirne la pulizia. Piccoli fori garantiscono un’ottima aerazione e una combustione efficiente.

Cofanetto nuziale (inv. 2316)

Primo piano, sala C, vetrina 2

Raffinato cofanetto nuziale, prodotto dalla bottega degli Embriachi, attiva tra Firenze e Venezia tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo.
L’oggetto ha una struttura lignea rivestita da placchette in osso intagliato a rilievo con coppie di uomini e donne in conversazione. Il coperchio è decorato con intarsi “alla certosina” di motivi geometrici policromi e un’impiallacciatura in osso scolpita ad alto rilievo con figure alate (Angeli annunciatori).

Cofanetto nuziale (inv. 2316)

Primo piano, sala C, vetrina 2

Raffinato cofanetto nuziale, prodotto dalla bottega degli Embriachi, attiva tra Firenze e Venezia tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo.
L’oggetto ha una struttura lignea rivestita da placchette in osso intagliato a rilievo con coppie di uomini e donne in conversazione. Il coperchio è decorato con intarsi “alla certosina” di motivi geometrici policromi e un’impiallacciatura in osso scolpita ad alto rilievo con figure alate (Angeli annunciatori).

Tabacchiera (inv. 2678)

Primo piano, sala A, vetrina 8

Piccola e curiosa tabacchiera, molto originale, dalla forma di piede, prodotta in Francia nel Settecento. È realizzata in legno e finemente intagliata, con dettagli accurati che includono le unghie e un anello in osso, elementi che conferiscono un aspetto realistico e di grande raffinatezza. La parte superiore è dotata di un’apertura per contenere il tabacco.

Seggetta da parto in legno d’abete (inv. 3005)

Piano interrato, stanza 1

Seggetta di manifattura italiana del XVI secolo, pieghevole, che testimonia l’evoluzione delle pratiche del parto. Dall’antichità le donne partorivano inginocchiate o sedute, aiutate dalle levatrici, rispettando la fisiologia del corpo. Le sedie da parto permettevano alla partoriente di spingere coi piedi a terra. Dal Settecento, con l’avvento della medicina moderna, apparvero i primi lettini ginecologici, che limitavano il ruolo attivo della donna privilegiando quello del medico.

Seggetta da parto in legno d’abete (inv. 3005)

Piano interrato, stanza 1

Seggetta di manifattura italiana del XVI secolo, pieghevole, che testimonia l’evoluzione delle pratiche del parto. Dall’antichità le donne partorivano inginocchiate o sedute, aiutate dalle levatrici, rispettando la fisiologia del corpo. Le sedie da parto permettevano alla partoriente di spingere coi piedi a terra. Dal Settecento, con l’avvento della medicina moderna, apparvero i primi lettini ginecologici, che limitavano il ruolo attivo della donna privilegiando quello del medico.

Globo terrestre (inv. 1523/A)

Secondo piano, salotto

Questo globo terrestre, insieme alla sfera armillare tolemaica, datati 1787, proviene dai laboratori di Charles François Delamarche (1740-1817), celebre geografo e editore, già collaboratore di Didier Robert de Vaugondy (1723-1786), matematico e cartografo ufficiale di Luigi XV. Il globo è corredato da una tavola equinoziale con l’indicazione dei mesi e dei segni zodiacali, mentre le quattro armille che lo sorreggono recano incise le principali città della Terra.

Poltroncina da parata (inv. 2643)

Secondo piano, salone

Elegante poltroncina veneziana da parata del Settecento, detta “Padovanella”, in legno laccato rosso, compagna di un esemplare verde, entrambe ornate da raffinate chinoiserie dorate. Il velluto e il sedile con sportellino riflettono l’attenzione per il comfort, mentre le gambe svasate, i fori di fissaggio e il rinforzo posteriore in ferro rivelano l’originario utilizzo su mezzi di trasporto acquatici o terrestri.

Poltroncina da parata (inv. 2643)

Secondo piano, salone

Elegante poltroncina veneziana da parata del Settecento, detta “Padovanella”, in legno laccato rosso, compagna di un esemplare verde, entrambe ornate da raffinate chinoiserie dorate. Il velluto e il sedile con sportellino riflettono l’attenzione per il comfort, mentre le gambe svasate, i fori di fissaggio e il rinforzo posteriore in ferro rivelano l’originario utilizzo su mezzi di trasporto acquatici o terrestri.

Polena (inv. 1705)

Piano interrato, corridoio

Questo mezzobusto femminile in legno, scolpito in Francia nel Seicento, è una polena, ornamento scultoreo – noto anche come “mascherone” – collocato sulla prua dei velieri. Le polene, spesso policrome e decorate con stemmi, raffiguravano figure umane, animali o mitologiche e avevano una funzione simbolica e protettiva: guidavano idealmente la nave e proteggevano l’equipaggio. Dalla fine del XIX secolo, con l’avvento dei piroscafi, scomparvero progressivamente.

Cavallo da giostra in legno scolpito (inv. 281)

Primo piano, sala A

Elegante cavallo da giostra in legno, preziosa testimonianza delle fiere itineranti e dell’arte popolare della seconda metà dell’Ottocento, quando nacquero le prime giostre meccaniche azionate a vapore. Con corpo cavo e parti separate, questi cavalli erano ornati da foglie d’oro, perle, specchi, pietre colorate, criniere scolpite e occhi in vetro. Questo esemplare, pur privo della policromia originaria, conserva intagli e finiture di grande pregio.

Cavallo da giostra in legno scolpito (inv. 281)

Primo piano, sala A

Elegante cavallo da giostra in legno, preziosa testimonianza delle fiere itineranti e dell’arte popolare della seconda metà dell’Ottocento, quando nacquero le prime giostre meccaniche azionate a vapore. Con corpo cavo e parti separate, questi cavalli erano ornati da foglie d’oro, perle, specchi, pietre colorate, criniere scolpite e occhi in vetro. Questo esemplare, pur privo della policromia originaria, conserva intagli e finiture di grande pregio.

Ghironda (inv. 3065)

Primo piano, sala B, vetrina 19

Ghironda a corpo di chitarra, decorata con filettature in ebano e osso, con due fori a C e una ruota azionata da una manovella in legno. Questo strumento musicale comprende un copriruota con un medaglione in madreperla, una testina finemente intagliata, ventitré tangenti e sei piroli che regolano due corde melodiche e quattro di bordone. L’esemplare reca l’iscrizione “Bassot”, riferendosi al celebre liutaio Joseph Bassot, attivo a Parigi tra il 1775 e il 1805.

10) Scrigno della Dogaressa (inv. 1567)

Secondo piano, salone

Raffinato scrigno veneziano seicentesco, la cui struttura richiama i profili dei palazzi della Serenissima. Impiallacciato con legni pregiati e decorato con intagli, dorature e uno specchio nel coperchio, custodiva i tesori della sua proprietaria, consorte del Doge. Il fronte presenta undici cassetti con placche in alabastro dipinte con ritratti ed episodi d’amore della mitologia classica, mentre sui due sportelli sono raffigurati episodi tratti dall’Orlando Furioso dell’Ariosto.

Scrigno della Dogaressa (inv. 1567)

Secondo piano, salone

Raffinato scrigno veneziano seicentesco, la cui struttura richiama i profili dei palazzi della Serenissima. Impiallacciato con legni pregiati e decorato con intagli, dorature e uno specchio nel coperchio, custodiva i tesori della sua proprietaria, consorte del Doge. Il fronte presenta undici cassetti con placche in alabastro dipinte con ritratti ed episodi d’amore della mitologia classica, mentre sui due sportelli sono raffigurati episodi tratti dall’Orlando Furioso dell’Ariosto.

Il progetto é stato finanziato nell’ambito del programma regionale a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021/2027 di Regione Lombardia PR FESR 2021-2027

Azione: 1.3.3. SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI DELLE PMI
Bando: Avviso pubblico per lo sviluppo di progetti innovativi in ambito culturale – InnovaCultura
CUP: F49H24000080007

 

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