Quest’anno abbiamo assistito a un evento storico di straordinaria portata: l’elezione, lo scorso 8 maggio, del 267° pontefice della Chiesa cattolica, Leone XIV. In occasione del compimento dei primi due mesi di pontificato del nuovo Papa, la Casa Museo Mangini Bonomi propone un itinerario tematico attraverso alcuni oggetti delle Collezioni, testimoni materiali del potere papale, inteso non solo come autorità spirituale, ma anche come soggetto politico nel corso della storia.

Inv. 2816Al piano interrato, nell’Armeria, la vetrina 2, dedicata alle armature, ospita un raro elmo da Guardia Civica Pontificia di Pio IX (inv. 2816), datato 1848. Realizzato in cuoio verniciato di nero, è caratterizzato da un puntale a quattro razze con una coda in crine rosso. Sul fronte, un fregio riporta il triregno, simbolo papale composto dalla tiara e dalle chiavi di San Pietro, insieme a uno scudo con l’iscrizione “Pio IX”. Le protezioni laterali per le orecchie, dette orecchioni, sono articolate a scaglie e fissate con piccoli dischi metallici; il lato sinistro è arricchito da una coccarda dorata e argentata. L’interno è foderato in pelle e tela.
Questo elmo apparteneva a un membro della Guardia Civica Pontificia, corpo istituito da Pio IX nel 1847 formato da volontari civili, non da militari professionisti. Papa Pio IX (1792–1878), il cui pontificato è stato il più longevo della storia, regnò in un’epoca cruciale, l’intero Risorgimento. Fu testimone dei moti del 1848, dell’Unità d’Italia e della presa di Roma nel 1870. Dopo la Breccia di Porta Pia, diede avvio alla Questione Romana, culminata con l’emanazione del Non Expedit del 1874. Disposizione che sconsigliava ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica del Regno, anche alle elezioni, in reazione alla presa di Roma e alla fine dello Stato Pontificio.
Inv. 252Dello stesso periodo (1850-1860) è anche uno spadino da ufficiale della Marina Pontificia (inv. 252), esposto nella vetrina 5 dell’Armeria. L’arma ha un raffinato manico in ottone, un pomo curvo con una testa di leone e un’impugnatura in madreperla. È decorata con eleganti incisioni che raffigurano un trofeo di ancore, una spada, un’ascia, motivi floreali e uno scudo con le chiavi di San Pietro.
Salendo al primo piano, nella sala A, al ripiano più alto della vetrina 2, si possono vedere  -purtroppo da lontano – due curiose ventole da camino di epoca risorgimentale (invv. 2445-2446). Realizzate tra il 1860 e il 1866 con stampe litografiche a tema patriottico, celebrano l’Unità d’Italia esaltando figure come Cavour e Vittorio Emanuele II. In chiave satirica, vi appare anche Pio IX furente, a simboleggiare l’opposizione papale al processo unitario. Un esempio eloquente di come anche oggetti d’uso quotidiano potessero diventare veicolo di propaganda politica.

Proseguendo, al primo piano, addentrandoci nella sala C, si incontra una ricca raccolta di oggetti legati al culto e alla liturgia: ostensori, calici, cassette per l’elemosina, crocifissi, pissidi, conchiglie da pellegrino, statuette da presepe, stampi per ostie, altarini, bastoni processionali e molto altro. Di particolare rilievo, nella vetrina 5, si distinguono alcuni sigilli papali:

  • Inv. 3655Un sigillo papale in piombo (inv. 3655), realizzato in Francia nel XII secolo e attribuito a papa Benedetto IX, con le effigi di San Pietro e San Paolo.
  • Una serie di scatolette rivestite internamente in velluto rosso (inv. 1268), contenenti: diciotto bolle papali in piombo (oltre a due sigilli in ceralacca dell’Università di Pavia e una bolla in piombo del Granducato di Toscana).

Inv. 668Questi documenti attestano il ruolo giuridico e amministrativo del papato, nonché il ruolo centrale nel tessuto istituzionale politico dell’epoca. Accanto a essi, si conserva anche un anello episcopale del XIX secolo (inv. 668) di bronzo con uno sportellino in ferro, due pietre verdi ai lati e uno stemma inciso raffigurante un ancora, simbolo di speranza e fermezza nella fede.

Inv. 1284A conclusione del percorso, sempre nella sala C, nel grande mobile metallico (lato destro, pannello 19), tra carte da gioco e tarocchi, è conservata una rara stampa del Catalogo di tutti i Sommi Pontefici (inv. 1284), realizzata a Milano nel 1775 da Giuseppe Marelli. L’opera elenca in ordine cronologico tutti i papi «comunicando da San Pietro sino al sommo pontefice regnante», riportandone nome, provenienza, anno di elezione e durata del pontificato. Al centro della pagina spicca il ritratto benedicente di papa Pio VI Braschi (1717-1799), incorniciato in un elegante ovale. Nella parte inferiore sinistra, annotazioni manoscritte riportano i nomi dei pontefici successivi fino all’Ottocento, a testimonianza dell’uso e dell’aggiornamento continuo dell’opera.

Con questo itinerario, il Museo Mangini Bonomi celebra l’eccezionale evento a cui tutti abbiamo assistito due mesi fa, offrendo ai visitatori un viaggio tra oggetti curiosi e artistici, legati alla storia e alla tradizione della Chiesa, tra potere spirituale e temporale.

Francesco Albertini, storico dell’arte, assistente di Direzione